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Ufficiale il professionismo, Bartoli: “La nostra forza e la nostra perseveranza ci hanno permesso di andare oltre”

27 Aprile 2022 - 17:15


Capitano della Roma Femminile e figura simbolo del calcio femminile italiano, Elisa Bartoli ha parlato sulle colonne dell’ANSA condividendo il suo pensiero circa il passaggio al professionismo, ufficialmente ratificato in questi giorni dal Consiglio Federale. Queste le sue dichiarazioni:

“Il professionismo? Una notizia che coinvolge tutte quelle donne che hanno combattuto e combattono ancora per l’uguaglianza e le pari opportunità. Posso dire che la nostra forza, la nostra perseveranza, il nostro coraggio e il nostro amore ci hanno permesso di andare oltre. Oltre i pregiudizi, oltre alle offese che purtroppo abbiamo dovuto spesso subire. La nostra unione è stata la nostra vittoria.”

“La percezione e l’interesse del calcio femminile sono cambiati con l’avvento delle squadre professioniste, che hanno contribuito ad alzare il livello del campionato e di conseguenza della Nazionale italiana. E non è un caso se nel Mondiale del 2019 l’Italia sia arrivata tra le prime otto al mondo e di quelle otto eravamo l’unica nazionale dilettantistica. Questa una decisione che riuscirà a dimostrare ancora di più il potenziale e la forza del nostro calcio.”

“L’interesse del pubblico è aumentato tanto, sono aumentati i tifosi sugli spalti per le gare di campionato e mi sento di fare un ringraziamento speciale ai nostri tifosi romanisti che sono davvero magnifici, e stagione dopo stagione hanno aumentato la presenza al Tre Fontane.”

“Negli ultimi anni si è parlato sempre di più del professionismo nel calcio femminile, ringrazio quindi le istituzioni e tutte le persone che hanno lavorato affinché potessimo vincere questa battaglia. Nel mio piccolo devo dire che, anche se fino ad oggi il mio status e quello delle mie compagne è sempre stato quello di dilettanti, la Roma ci ha permesso di allenarci in un contesto professionistico e altamente qualificato, un ambiente in cui ogni calciatrice meriterebbe di lavorare.”


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