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TCF Academy – Arturo Mariani, Fond. ‘Roma Calcio Amputati’: “Ecco come sono riuscito a trasformare una mancanza in un’opportunità”

1 Luglio 2022 - 15:00


Arturo Mariani, oltre a essere un grande sportivo, è senza dubbio un punto di riferimento per come ha affrontato la propria vita, caratterizzata, fin dalla nascita, dalla presenza di una sola gamba. Mariani a TCF Academy ha raccontato la sua storia, nata da un sì e proseguita attraverso gioie e dolori, fino alla fondazione della Roma Calcio Amputati:

“La mia storia nasce con un sì. I miei genitori sapevano che sarei nato senza una gamba, un caso davvero raro, ma hanno detto sì ed è grazie a quello che io sono qui oggi. Non è stato facile, ovviamente: soprattutto crescendo mi rendevo conto di essere sempre al centro dell’attenzione, inevitabilmente la gente notava subito la mia mancanza. Ho sofferto e provato vergogna, andavo in giro con una protesi, ma era fastidiosa e mi impediva di giocare a calcio come volevo io, dato che ho avuto un pallone tra i piedi fin da quando ero piccolissimo”.

“Un giorno, a 18 anni, decisi di liberarmi definitivamente dalla protesi. Mi sentii meglio, più sollevato, più consapevole di me stesso. Ho capito che non mi piace parlare di privazione, ma di possibilità. Ho lavorato giorno e notte per fondare un club di calcio amputati qui a Roma, che ha ottenuto ottimi risultati sia in campo che sugli spalti. Certo, è molto faticoso, ma è solo grazie al sacrificio, la cui etimologia è ‘sacro fare’, che si raggiungono gli obiettivi più grandi”.

“A me piace definirmi un ragazzo ‘in gamba’. L’ironia è la parola chiave, il divertimento è il nucleo di quello che facciamo, ed è ciò che vogliamo trasmettere all’esterno. Il calcio è uno, ed è di tutti, senza distinzioni di genere e condizioni. Mi ha aiutato tanto anche la fede nel mio percorso, perché se io sono qua il motivo è che non ho mai smesso di credere nei sogni che avevo, riuscendo a considerare quello che per molti sarebbe una disgrazia come un’opportunità da sfruttare al massimo. Da quel sì sono arrivato a giocare un Mondiale con la Nazionale. Mi definisco un ‘calciatore con una gamba’ e sono fiero di questo”.

Dario Damiano


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