Serie A femminile Sampdoria, Tampieri: “Abbiamo raccolto meno rispetto a quanto seminato, questo club sta contribuendo alla mia crescita umana e calcistica”

serie A femminile
Estremo difensore in forza alla Sampdoria Women, serie A femminile, Amanda Tampieri si è raccontata sulle colonne di Calcio Femminile Italiano, analizzando il suo percorso di carriera e stilando un bilancio sino a questo momento del campionato della squadra blucerchiata.

Queste le sue dichiarazioni: “4 momenti fondamentali della mia carriera in ? Il primo è indubbiamente l’esordio in Serie A femminile con il San Zaccaria. Fondamentale per il mio percorso è stata anche l’esperienza in Francia, all’Albi, la prima fuori casa e per di più all’estero. Sul piano umano mi ha infatti reso maggiormente indipendente, mentre a livello calcistico mi ha insegnato a lavorare e strutturare il mio corpo. La Florentia San Gimignano mi ha poi concesso la possibilità di tornare a giocare in Italia e mi ha permesso di crescere ulteriormente come portiere. Ultima, ma non meno importante, la Samp, perché sta contribuendo sensibilmente alla mia crescita, umana e calcistica.”

“Com’è nata la mia passione ed il sogno di giocare in serie A femminile? So di essermi ritrovata in un campo da calcio a 5 anni grazie ai miei genitori e, alla domanda “chi vuole andare in porta?”, di essermi posizionata tra i pali senza nemmeno alzare la mano. Da quel momento non mi sono poi più mossa da lì.”

“Il mio punto di forza è l’esplosività. In allenamento, seguite da mister Fabrizio Casazza, le mie compagne ed io lavoriamo duramente giorno dopo giorno, cercando di perfezionare i singoli gesti tecnici. Credo fortemente che si possa crescere, apprendere e migliorare sempre ed è quello che tento di fare quotidianamente. Portiere o lo sei o non lo sei. Un portiere nasce già con una certa indole, un certo istinto, uno spirito di osservazione “diverso”, mentre ritengo che solo il resto sia allenabile. Queste tre cose o le hai dentro o non le puoi allenare.”

“Le esperienze all’estero, in Francia ed in Svezia, mi hanno insegnato tanto a livello umano. Sono cresciuta e ho capito che ci sono visioni di calcio differenti e metodi di lavoro diversi che hanno accresciuto ulteriormente il mio bagaglio personale.”

“Abbiamo sicuramente raccolto meno rispetto a quanto seminato. Nonostante ciò, abbiamo dimostrato anche quest’anno di essere una squadra tosta e difficile da battere. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo e, presto, sono sicura che arriveranno i risultati. Per arrivare alla salvezza servirà tanta grinta, concentrazione e grande entusiasmo.”

“La mia più grande passione, oltre al calcio, è la pasticceria. Mi sono infatti diplomata in questo settore e per un periodo sono riuscita a conciliare entrambe le mie passioni. Un giorno, una volta conclusa la mia carriera calcistica, mi piacerebbe dedicarmi nuovamente alla pasticceria, e poi chissà.”

“La parata che mi ha reso più orgogliosa? In realtà, ciò che più mi rende orgogliosa non sono le parate, bensì le uscite in presa alta, cioè quando riesco a saltare più in alto di tutte e ad afferrare la palla. Ma, dovendo proprio scegliere un intervento in particolare, opterei per quello che di quest’anno sulla conclusione di Moraca alla prima di campionato in casa del Sassuolo.

Eravamo sotto per via di un mio errore, ma sono subito riuscita a farmi perdonare sul velenosissimo tentativo della giocatrice neroverde, deviando la sfera sulla traversa ed impedendo alle avversarie di raddoppiare. Di lì a poco, le mie compagne sono state bravissime dapprima a recuperare lo svantaggio, portando poi a termine un incredibile sorpasso nei minuti conclusivi.”