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Sandy Iannella: “All’Europeo alle Azzurre è mancata lucidità e prestanza fisica, Wiegman ha reso possibile la vittoria inglese”

16 Agosto 2022 - 17:30


Centravanti del Pontedera, Sandy Iannella ha parlato sulle colonne di Calcio Femminile Italiano tornando sull’Europeo disputato dall’Italia e condividendo la sua opinione sull’arrivo del professionismo. Queste le sue considerazioni:

“Con l’avvento del professionismo per noi cambiano molte cose sotto il punto di vista dei nostri diritti. Fa sì che anche le donne possono decidere di fare le calciatrici a tutti gli effetti, definendolo finalmente un lavoro, dove si vedono riconosciute i contributi, ma non solo. Come un’assicurazione personale o ancora di più abolendo definitivamente il vincolo.”

“Diamo un forte colpo alla discriminazione che ci penalizzava, come noi tanti altri sport al femminile sperando che adesso il nostro Paese si possa aprire ancor di più. Ci sono stati dei sacrifici enormi, ancor prima della mia generazione è ancora molto prima. Noi donne calciatrici abbiamo sempre lottato per i nostri diritti, ma attenzione non confondiamoci le idee nel pensare che noi vogliamo essere uguale agli uomini.”

“L’Europeo? Speravo che l’Italia riuscisse a dare un proseguo a quanto fatto in Francia. Così non è stato, qualcosa è andato storto. Sapevo che fosse un Europeo molto difficile, basta guardare che tra le prime 8 del mondiale sono risultate 7 europee. Non voglio giudicare il lavoro svolto dalla Ct ed il suo staff perché non è nelle mie competenze. Posso solo esprimere cosa ho visto, poca lucidità, poca prestanza fisica e soprattutto non ho visto quell’unione e quel senso di appartenenza che nel 2019 ha contraddistinto le nostre azzurre.”

“Il livello era altissimo, squadre preparate sia sotto l’aspetto tattico-tecnico sia per quanto riguarda la performance. La Francia con la sua velocità mi ha stupita, ma quando ho visto l’Inghilterra giocare ho capito subito che sarebbero arrivate in fondo al torneo. Non so probabilmente la loro spinta in più è stata giocare in casa. Ma questa nazionale ha espresso il miglior gioco, veloce, potente e con le idee chiare. Sicuramente l’arma che ha reso possibile la vittoria del torneo è stata l’allenatrice, capace di ribaltare dei risultati, nelle gare in corsa con i cambi.”


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