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RaiSport, Morace: “Per ripartire c’è bisogno di un piano strutturale, ognuno si deve prendere le proprie responsabilità”

23 Luglio 2022 - 08:40


Carolina Morace, commentatrice tecnica di RaiSport e storico volto del calcio femminile italiano, ha lungamente parlato sulle colonne di Fanpage analizzando il percorso dell’Italia all’Europeo, denotando le varie lacune avute dalle Azzurre nei tre match del girone. Questa la sua analisi:

“Le tante critiche alle ragazze non mi piacciono. Hanno giocato male, è vero. Ma analizziamo e vediamo il motivo. Questo accanimento contro le ragazze non mi piace, credo che questo brutto Europeo sia figlio di tante situazioni e che ognuno si deve prendere le proprie responsabilità.”

“Hanno fatto un ritiro di 50 giorni. Vogliamo dire che forse era troppo? Forse sì. Ai miei tempi il ritiro lungo serviva perché non c’erano le squadre professionistiche come ora, che allenano bene le giocatrici. Non so che cosa è stato fatto ma si può dire che molte giocatrici non erano brillanti. Poi dobbiamo dire basta con le amichevoli contro le selezioni maschili giovanili perché non servono. Bisogna misurarsi contro squadre che permettono di valutare il lavoro fatto, non contro le Under.”

“Come prima cosa avere affrontato la Francia a viso aperto è stato un errore, perché si sapeva che sono molto forti e poi non essere riuscite a mettere via a livello mentale il 5-1 della gara d’esordio. Io sono anche del parere che bisogna analizzare gli errori per poter voltare pagina. Si può discutere di tutto, dal clima alla pressione, ma quando si prendono 5 gol bisogna fermarsi e analizzare quello che è stato fatto, senza colpevolizzare nessuno, ma capire cosa è successo. Per voltare pagina c’è bisogno di lavorare su ciò che è stato fatto.”

“Non bisogna essere distruttivi e non bisogna cominciare tutto da capo, ma c’è da rimboccarsi le maniche e tirare fuori i progetti. Non solo nel femminile. Se noi analizziamo le partite, si è vista una differenza enorme, soprattutto con la Francia. Noi a parte le iniziative di Bonansea non abbiamo calciatrici che dribblano, che creano superiorità. In Francia fanno un grande lavoro con il centro di Clairefontaine per costruire il futuro, noi non possiamo fare lo stesso, ma ci saranno sicuramente altri modi per fare le cose bene. Da noi si fa tutto per raccogliere in fretta, ma si dovrebbe guardare un po’ in avanti. C’è bisogno di un piano strutturale, di una visione.”

“Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, a tutti i livelli. Non deve diventare uno scaricabarile sulle giocatrici, sul livello delle ragazze, etc etc. Chi può fare qualcosa per il movimento deve farlo adesso, questo è il momento. Spero che ci siano le persone giuste per proporre e portare avanti dei progetti giusti per crescere.”


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