Pres Verga a SportMediaset: “Per far crescere il professionismo serve l’aiuto della Federazione, io sogno la mia squadra in Champions League”


Professionismo, organizzazione e speranze per il futuro. Questi i temi toccati da Stefano Verga, Presidente del Como Women, nella seconda parte dell’intervista rilasciata a ‘Sportmediaset’, di cui riassumiamo le dichiarazioni nelle righe seguenti: “Nel calcio femminile si vede che siamo all’inizio di un percorso importante. Però se si vuole far crescere il movimento sono necessarie delle condizioni tali per cui una società abbia dei benefici quando valorizza delle giovani calciatrici. Per far crescere il professionismo serve l’intervento deciso della Federazione, che deve garantire contributi concreti alle società”.

“È facile parlare di professionismo, poi, però, quando si presentano le scadenze mensili le cose si complicano. Al momento, non si sa ancora quando verranno pagati i diritti televisivi o quando verranno elargiti gli aiuti che la Federazione ha promesso per il professionismo. Siamo tutti in attesa, io per primo…”

“Se non altro il calcio femminile ha ancora dei costi gestibili, mentre quello maschile è ormai fuori controllo. Una calciatrice di Serie A ha un costo per la propria società infinitamente più basso di quello di un collega uomo che milita in Serie B. Sono tante le società maschili che si trovano ad avere dei buchi di bilancio che devono essere risanati dai presidenti”.

“Noi, come Como Women, chiudiamo i nostri bilanci in attivo e abbiamo una gestione molto oculata. Personalmente gestisco la società di calcio esattamente come gestisco la mia azienda: se il guadagno è 100 spendo 95 e non 150, come invece avviene nel calcio maschile. Una società che sta facendo bene dal mio punto di vista è la Roma, mi complimento con loro per l’organizzazione e la crescita che hanno avuto negli ultimi anni”.

“Obiettivi futuri? Da qui a cinque anni è difficile immaginare quale possa essere lo scenario. Spero di andare in Champions League, non dico di vincere lo scudetto, ma di andare in Champions League sì. Vedere la Juventus giocare in Champions e pareggiare con l’Arsenal e poi vedere il mio Como ottenere lo stesso risultato contro le bianconere mi fa pensare: ‘Perché noi non potremmo andare a giocare a Londra, Parigi o in giro per l’Europa?’. Sognare non costa nulla…”

TCF (2 – fine)

©Fabrizio Cusa