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Parma, Ulderici: “Con la Samp sfida complicata, vogliamo e possiamo superare questo momento difficile”

30 Ottobre 2022 - 11:20


Il Parma Femminile va a caccia di punti per uscire dalla pesante crisi di questa prima parte di stagione. La formazione crociata affronterà oggi la fondamentale trasferta contro la Sampdoria, una sfida alla portata dove sarà necessario vedere un cambio di rotta. Queste le parole del tecnico Fabio Ulderici ai canali ufficiali del club alla vigilia:

“Sampdoria-Parma è una partita per noi importante, che giochiamo contro una buona squadra che ha iniziato la stagione con tre risultati utili nelle prime tre partite e questo le permette di giocare con estrema serenità, avendo un vantaggio rispetto a chi è dietro. E’ una squadra che conosciamo bene, con caratteristiche ben precise, con giocatrici, in alcuni reparti, molto importanti, mi riferisco a Gago e a Rincon. Quello di Gago, secondo me, è stato un inserimento molto importante per loro, perché permette di esprimere bene la loro idea di gioco, tipo abbassarsi un poco per poi ripartire velocemente con palle verticali verso questa giocatrice che ha un grande passo e sappiamo quanto avere un grande passo sia fondamentale in questo campionato. Penso che sia una calciatrice che abbia poche rivali con quelle caratteristiche lì. Quindi sarà una partita complicata che dovremo cercare di affrontare nel miglior modo possibile, perché sappiamo che è un momento non facile e per uscire dai momenti più complicati c’è bisogno di un qualcosa che ti faccia trovare un po’ di luce, un po’ di serenità e una partita penso che possa essere la situazione ideale”.

“Com’è lo spogliatoio? E’ chiaro, come diceva anche Mister Giannetti la settimana scorsa, lo stato d’animo è quello di una squadra che vuole trovare un risultato per cercare di uscire dal momento. I sorrisi, chiaramente, sono meno frequenti a qualche tempo fa, ma questo fa parte del calcio, ci sono situazioni complicate che vanno affrontate con serenità, cercando di captare qual è il momento giusto per provare a venirne fuori. Io, alle ragazze, ho detto che l’unica cosa che possiamo fare è cercare di controllare ciò che dipende da noi, e ciò che dipende da noi è la prestazione, l’approccio alla gara e come possiamo vivere il momento durante la partita. Io penso che ci sia una grande differenza tra le partite con il Milan e con la Roma e quelle successive: mentre col Milan e con la Roma la nostra squadra è stata molto passiva, in quelle successive non è stata passiva ed è andata in difficoltà quando ha avuto situazioni difficili da affrontare e questo perché in questo momento manca un po’ di serenità ed è difficile, nei momenti più complicati della gara, riuscire a venirne fuori. Sappiamo che le partite sono fatte di momenti e di episodi e in questo periodo non stanno girando dalla nostra parte, però dobbiamo essere brave a farli girare dalla nostra. Quindi, per quanto riguarda lo stato d’animo, è un momento difficile che vogliamo superare e possiamo superarlo soltanto giocando e cercando di fare quello che dobbiamo fare”.

“Novità sulle infortunate? Io non vorrei parlare di questo tema, perché è oggettivo, ma potrebbe essere visto come un alibi e in questo momento non ci servono alibi. Noi dobbiamo pensare a quello che andiamo fare e dobbiamo pensare di farlo bene. In settimana abbiamo parlato con la Società che sa bene quale sia la situazione attuale, però, nonostante questa, abbiamo cercato di lavorare e di fare il massimo, così come lo abbiamo sempre fatto anche prima, perché anche quando abbiamo perso delle partite abbiamo sempre cercato di fare il massimo. Io non penso che qui si venga a fare passare le ore: noi veniamo sempre, ogni giorno – ragazze, staff e società – per cercare di ottenere il massimo per la nostra stagione. Ci sono delle situazioni oggettive che sono sotto gli occhi di tutti, che rendono difficile il tutto, però guardiamo avanti e aspettiamo momenti migliori”.

“Il calendario determina, lo sappiamo. Io vi faccio un esempio: due anni fa abbiamo giocato, se non ricordo male, le prime quattro partite con le squadre che poi sarebbero retrocesse, raccogliendo 6 punti, oltre ad altri 3 con una big e il campionato è andato in una certa direzione; probabilmente due anni fa, se avessimo incontrato subito Juve, Milan, Inter e Roma non avremmo fatto 6 punti e il campionato sarebbe stato diverso, pur essendo la stessa squadra. Questo per dire che quando si riesce a fare dei punti all’inizio, te li porti dietro: i punti importanti sono quelli che si fanno all’inizio del campionato e verso la fine. All’inizio, perché ti danno una spinta emotiva e di consapevolezza e di fiducia che ti permettono di affrontare la parte centrale, questo perché quando fai 6 punti, dietro, prima di prenderti, tu devi perderli e gli altri devono farli. Quindi, prendere un vantaggio iniziale è sempre determinante. Alla fine del campionato, invece, sono quelli che ti permettono di raggiungere un obiettivo: questo noi non siamo riusciti a farlo, ma il calendario determina e lo sappiamo, ma noi quando dovevamo farli non li abbiamo fatti e ci prendiamo le nostre responsabilità, nonostante abbiamo ben chiare le motivazioni. I 9 punti che ha fatto la Sampdoria all’inizio ora le permettono di affrontare questo momento con estrema serenità e probabilmente anche dall’esterno viene visto tutto in maniera differente, perché poi chi parla di calcio femminile – che si basa sui numeri – guarda a quegli aspetti lì. Esempio: loro hanno 9 punti e poi fanno quattro sconfitte, anche noi facciamo delle sconfitte consecutive, ma è chiaro che le nostre hanno un peso specifico diverso perché, pur arrivando dopo partite con grandi squadre prima avevamo vinto una volta sola, e poi sono seguite anche le sconfitte negli scontri diretti, ma lì ci sono delle situazioni determinanti perché la partita di Cesena ci ha mandato in crisi perché noi eravamo sopra 5-1 e in 13 minuti andiamo in difficoltà e ci facciamo raggiungere; due giorni dopo giochiamo col Milan, prendiamo quattro gol e chiaramente entriamo in un mood difficile… Ma lo sappiamo: il calendario determina, i momenti della stagione determinano, però la stessa squadra identica, messa in un contesto in cui giochi prima delle partite e poi altre fa una stagione differente. La stessa squadra, al completo: e noi questo, purtroppo, non siamo ancora riusciti a farlo…”

“Quando parti sempre in svantaggio è chiaro che lo sforzo che devi fare per recuperare è doppio. Partire in svantaggio è difficile per la squadra con più morale al mondo, figuriamoci come può essere adesso per una squadra che ha difficoltà a livello morale. Quindi partite in svantaggio, è un handicap purtroppo difficile da superare, perché tu sai che se vuoi vincere devi fare due gol. Esempio: a me viene da pensare alla partita con il Como, nella quale andiamo in svantaggio dopo pochi minuti, su un gravissimo errore nostro, perché non esiste che la giocatrice avversaria riesca a prendere palla in mezzo al campo e saltare con facilità quattro o cinque giocatrici per poi calciare in porta; poi abbiamo la reazione: nel momento di nostra massima spinta pareggiamo e quindi l’inerzia della partita va in una direzione differente; giochiamo 11 minuti in 10 contro 11 perché Maia è fuori per infortunio, quindi non riusciamo a sfruttare l’inerzia che ci aveva dato il gol che avevamo fatto e torniamo negli spogliatoi; poi, a inizio ripresa, al primo minuto prendiamo un calcio di rigore, secondo il mio pensiero, inesistente, e torniamo sotto di nuovo; nonostante questo ci proviamo di nuovo ed abbiamo due occasioni importantissime prendendo un palo e una sulla linea di porta senza che la superi e poi alla fine abbiamo preso il 3-1 e il 4-1 alla fine quando cercavamo di far gol offrendo il fianco alle ripartenze. Ma stiamo parlando di due situazioni nelle quali eravamo andati sotto e non è facile, ma nonostante questo, in quella partita ci abbiamo provato, ma eravamo sempre sotto quindi il nostro approccio era differente. Quindi dobbiamo assolutamente toglierci questo handicap che abbiamo sempre. Con il Cesena questo non c’era stato, ma lì, infatti, eravamo andati sul 5-1 dimostrando di essere superiori, ma il problema è che in quei 13 minuti lì ci siamo spenti ed hanno avuto ragione loro, però i gol ce li siamo fatti da soli noi. E da lì è iniziato un percorso più difficile che ci ha portato oggi ad essere così e quello che dobbiamo fare in questo momento è cercare di superarlo e lo possiamo solo fare giocando e facendo una buona gara”.

“Con il Pomigliano, secondo me, abbiamo sbagliato l’impostazione tattica della partita, perché se nel secondo tempo, con pazienza, fossimo state più brave ad aprire il gioco esternamente, avremmo sicuramente creato più occasioni e invece abbiamo forzato tante palle centrali, contro una squadra stretta che scappava e in superiorità numerica respingeva. Non siamo riusciti a farlo perché quando le cose sono complicate nella nostra testa, perché viviamo un momento più difficile, poi diventato complicate anche da portare sul campo. Nell’unica occasione in cui siamo andati sull’esterno abbiamo fatto il gol del 2-1, poi abbiamo preso il gol del 3-1 brutto, così com’era stato brutto il gol del 2-0, che non avremmo dovuto prendere perché la giocatrice avversaria era entrata in area di rigore, ha fatto un mezzo dribbling e noi ci siamo trovati con tutta la linea difensiva in verticale ed è una roba che non può esistere. Anche perché poi, quel gol lì. ci ha compromesso il prosieguo della partita… Quindi dobbiamo limitare gli errori, cercare di essere molto più attente e di non andare sotto e poi quando si cerca di portare in campo quelle semplici cose da fare in base alla partita che si ha di fronte, è chiaro che si riescono a creare occasioni e in quelle occasioni bisogne essere brave quanto lo sono le avversarie con noi, a sfruttarle e far gol. Abbiamo avuto qualcosa di positivo col Pomigliano? Risponderei di sì, però in questo momento noi dobbiamo cercare di dare continuità a quelle positività, che non possono essere casuali e bisogna cercare di farlo per 90′. Di positivo ci potrebbe essere anche la fase difensiva, sulla quale siamo un po’ mancate nell’ultimo periodo”.


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