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Milan, Resp Spina: “Vogliamo portare quante più ragazze possibili dal Settore Giovanile alla Prima squadra”

26 Novembre 2022 - 11:45


Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan, ha parlato in una lunga intervista a ‘SportMediaset’ del suo ruolo, dell’importanza dei Settori Giovanili in Italia e del gap che ancora esiste tra il nostro Paese e l’Europa. Ecco quanto ha dichiarato: “Ho avuto un trascorso da giocatrice in un momento storico in cui però per il calcio femminile vi erano decisamente meno possibilità. Anche per questo motivo, parallelamente alla carriera calcistica, ho sempre cercato di investire sullo studio e sul crearmi un’opportunità lavorativa per il futuro. Quando mi ha chiamata il Milan stavo lavorando con i giovani nel calcio maschile mentre ora sono qui per fornire il mio contributo alla realizzazione di un grande progetto”.

“Costruire un qualcosa di bello e lasciare una traccia nel futuro del club mi riempie di orgoglio. Non escludo che in un futuro, magari lontanissimo, io possa tornare ad allenare. Ma se dovessi farlo sarebbe sicuramente con i ragazzini o le ragazzine molto giovani, probabilmente più per divertimento che per lavoro”.

“Lo scorso anno abbiamo completato la filiera del settore giovanile partecipando per la prima volta al campionato Primavera, abbiamo vinto il titolo con la squadra under 17 e questo è frutto del lavoro svolto da quando il progetto è partito e per questo ringrazio Gianfranco Parma, l’attuale responsabile del settore giovanile femminile. L’obiettivo è quello di crescere e rappresentare al meglio il nostro club, che ha una storia importante”.

“Tra gli obiettivi futuri vi è quello di portare più giocatrici possibili provenienti dal settore giovanile alla prima squadra. È un periodo storico importante con il primo anno di professionismo e speriamo ci siano sempre più ragazze che abbiano voglia di giocare e sempre più famiglie pronte a supportare il loro percorso”.

“Quando si lavora con i giovani ci si deve approcciare sempre con un grandissimo senso di responsabilità. Chi lavora con i giovani non va a incidere esclusivamente sulla loro passione o sulla loro futura carriera calcistica ma va a incidere sul loro percorso di vita. A oggi non ci sono episodi nel calcio femminile che portino le ragazze a non riuscire a esprimersi o a performare a causa di richieste errate da parte di chi lavora con loro. Dobbiamo, però, stare attenti a far sì che ciò non accada nemmeno in futuro, quando presumibilmente le pressioni aumenteranno”.

“Al momento la differenza principale tra noi e l’Europa è nella durata del percorso. In Italia il cammino è molto breve, nonostante oggi le giocatrici abbiano opportunità anche superiori a quelle che si possono trovare in altri contesti. La lunghezza del percorso però fa sì che ci siano nazioni che siano più pronte anche grazie a un numero di tesserate maggiore sia a livello giovanile che professionistico. Noi arriveremo a questo punto tra qualche anno anche grazie a un cambiamento culturale che darà i propri benefici nel corso del tempo”.

TCF (1 – segue)


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