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Lucchese, Pignagnoli: “Questa l’unica realtà favorevole al mio equilibrio, ho ricevuto offerte ridicole dalla B”

27 Settembre 2022 - 11:00


La Lucchese Femminile, per questa nuova stagione in Serie C, potrà contare sull’esperienza tra i pali di Alice Pignagnoli, classe ’88 ed estremo difensore che vanta anche uno Scudetto vinto con la Torres nella sua esperienza nel calcio femminile. Nell’intervista rilasciata a ‘milleunadonna.it’, la giocatrice affronta temi importanti quali la maternità, il professionismo, e la scelta di spostarsi a Lucca:

“Ho scelto la piazza di Lucca, in quanto la società si è mostrata l’unica realtà favorevole a trovare un giusto compromesso, venendo incontro alle mie esigenze di madre e calciatrice, affrontando la gestione degli allenamenti come un’opportunità e non un problema, dandomi la giusta fiducia e serenità nel poter conciliare entrambi i mondi, garantendo la giusta tutela a mia figlia Eva”.

“Resta comunque l’amarezza e la rabbia di fondo nell’aver ricevuto offerte ridicole da società di serie B che si atteggiavano da professioniste pur proponendo contratti da dilettante, non disponibili a calarsi nella mia particolare realtà di madre e calciatrice. La maternità mi ha dato una spinta ed una carica in più a livello calcistico, dando un senso particolare ed ulteriore alla mia vita da atleta. Giocare mi responsabilizza maggiormente, galvanizzandomi anche a livello emotivo nel trascinare le compagne di squadre verso un obiettivo comune”.

“Ritengo che l’aspetto contributivo e retributivo rappresentino delle buone conquiste ed un buon punto di partenza per l’intero movimento e le future generazioni ma sotto altri punti di vista resto alquanto scettica e perplessa: ho notato che diverse squadre di serie A di fascia medio-bassa per ottemperare alla norma sono state costrette a tesserare atlete, scegliendole maggiormente per la loro giovane età piuttosto che per le reali qualità andando ad impoverire l’intera categoria”.

“Le atlete con maggiore esperienze seppur con un’età avanzata sono rimaste penalizzate dalla riforma non potendo neanche ricoprire il ruolo di chioccia in panchina o nel gruppo; a medio termine la situazione andrà sicuramente migliorando ma occorrono probabilmente almeno 3-5 anni per garantire un livello competitivo al movimento post riforma”.

TCF


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