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Inter, Polli: “Dopo un anno delicato ora mi sento di nuovo me, ho pregato che la Ct Bertolini mi facesse entrate col Brasile..”

15 Ottobre 2022 - 10:15


Dopo una stagione tormentata a causa di infortunio, Elisa Polli ha iniziato alla stragrande la nuova annata realizzando cinque reti nelle prime cinque giornate di questa Serie A. L’attaccante dell’Inter si è raccontata ai microfoni di DAZN parlando del suo percorso e di questo suo ritorno in campo in grande stile che le è valso anche la convocazione in Azzurro. Ecco le sue dichiarazioni:

“Gli inizi col pallone? Da piccolissima, con mio papà a Sassoferrato (dove è nata il 27 agosto 2000, ndr). Avevo cinque anni e mi portava al campetto. È stato il mio primo sostenitore, anche se le figure decisive per l’inizio della mia carriera sono state Giovanni Colonnelli e Gianluca Giacometti. Ho iniziato dal Matelica, il salto l’ho fatto con lo Jesina, dove sono rimasta quattro anni”.

“La mia prima partita in Serie A l’ho giocata quando avevo 16 anni, con lo Jesina. Con quella maglia ho anche trovato i miei primi otto gol (è la squadra con cui ne ha realizzati di più finora, ndr). Da lì sono passata al Tavagnacco (cinque reti nel massimo campionato, ndr), poi l’Empoli e infine l’Inter”.

“I cinque gol dopo il lungo infortunio? Sono stata ferma un anno, nel campionato scorso con l’Inter ho giocato poco senza nemmeno segnare ed è stata un’annata dedicata a un faticoso recupero. Rita Guarino però mi ha voluto a tutti i costi (l’allenatrice dell’Inter aveva lavorato con l’attaccante marchigiana nelle Giovanili dell’Italia, ndr) e i cinque gol nelle prime cinque giornate di questa Serie A rappresentano un nuovo inizio, mi sento di nuovo me”.

“L’esordio in Nazionale di Lunedi? L’esordio è stato bellissimo, ero in panchina e pregavo che Bertolini mi facesse entrare. Poi contro il Brasile…Italia-Brasile ha sempre un sapore diverso. Alla fine sono entrata ma sono sincera, avrei voluto giocare molto di più”.

“La crescita del movimento? Il movimento è cresciuto tantissimo, oggi in Italia vediamo un altro calcio, con altri ritmi. Non a caso arrivano sempre più straniere forti, anche nella nostra squadra la rosa è più ampia e più competitiva. Anche la formula a 10 squadre è un passo in avanti, perché ci porta a dare più intensità a ogni partita, senza squadre “materasso” con cui magari avevi la certezza di fare tre punti perché più deboli e magari con meno disponibilità”.  

TCF (1 – segue)


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