Il commento di TCF – BE LIFE!


Ciò che accade nella fase del ciclo mestruale sul piano ormonale e organico è complesso ed affascinante al contempo. Nel cervello, ipotalamo e ipofisi lavorano sinergicamente per il rilascio di ormoni che regolano l’attività ovarica e quella di tutte le ghiandole secretive del nostro corpo. Il ciclo mestruale avviene, quindi, grazie ad un vero e proprio «ciclo ormonale».

Non solo a livello fisico ma anche sul piano psicologico e comportamentale questo è un periodo dove avvengono una serie di cambiamenti dovuti sempre all’andamento ormonale che si manifestano con sintomi tipici quali ansia, depressione, insonnia, cambi di umore, irritabilità, crisi emotive e incremento della fame.

Non è esente da questi sintomi neppure la fase premestruale. La sindrome premestruale esiste davvero, non è il capriccio di signore in vena di bizze. Riconoscerlo è il primo segno di evoluzione. E farlo nello sport, o meglio nel calcio, significa prendersi cura delle proprie atlete e garantire il famoso e sempre auspicato ma quasi mai applicato, «wellness» lavorativo per migliorare il rendimento sul lavoro.

Come non approvare, allora, la scelta di Emma Hayes, ex calciatrice e oggi allenatrice della squadra di calcio femminile del Chelsea di personalizzare gli allenamenti delle sue calciatrici in base alle mestruazioni, gestendo nel migliore dei modi le diverse fasi del ciclo mestruale. Per maggiore delucidazione, ecco in maniera schematica in che modo l’allenatrice intende adattare allenamenti e nutrizione in base alle varie fasi del ciclo:

Fase 1 (Giorni 1-5, mestruazioni). Si registrano tempi di reazione più lenti e un maggior rischio di lesioni. Per l’allenamento stretching e yoga per aiutare i muscoli. Non esagerare con il carico fisico. Sul fronte del cibo favorire alimenti antinfiammatori come il pesce.

Fase 2 (Giorni 5-14, pre-ovulazione).  Le atlete si sentono bene in questa fase ma il rischio di lesioni non diminuisce. Per questo negli allenamenti evitare esercizi che comportino bruschi cambi di direzione che potrebbero causare danni a ginocchia e caviglie. Dieta equilibrata a sostegno dell’allenamento.

Fase 3 (Giorni 14-25, tra ovulazione e fase premestruale).  Potrebbero esserci voglia di cibo (anche spazzatura), fluttuazioni di peso e sbalzi d’umore. Gli allenatori potrebbero cambiare il modo di parlare alle calciatrici a causa dell’umore e di una maggiore emotività. Sul fronte dell’alimentazione integratori di proteine per facilitare il recupero e carboidrati complessi per gestire l’appetito.

Fase 4 (Giorni 25-28, fase premestruale). Tra i sintomi fisici si registrano sbalzi d’umore, scarsi tempi di reazione e livelli di coordinamento, dolore muscolare e tempi di recupero rallentati. Negli allenamenti intensificare gli esercizi di coordinazione, yoga.

Gli allenatori potrebbero adattare il modo di parlare con le calciatrici a causa degli sbalzi d’umore. Metto subito a tacere le voci che mi ronzano intorno e che dicono: “Ecco questa è la prova che le donne sono inadatte al calcio, che le donne non sono uguali agli uomini, che le donne necessitano di campi e porte più piccole e via dicendo”.

Cari miei tutti, il discorso prescinde dall’evidenziare una diversità. Significa capire le esigenze e necessità delle sportive (nel mondo sport – calcio), valorizzare le persone, portando a un aumento complessivo dell’efficacia, dell’ingaggio e del benessere organizzativo. E voi cosa ne pensate?

Claudia Krystle Di Biase