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Fiorentina, Menta: “Volevo venire in Italia, spero di fare da apripista per altre calciatrici americane”

30 Luglio 2022 - 15:20


Prime parole con la maglia viola della Fiorentina per Jenna Menta, l’esterno offensivo prelevato dalla società toscana direttamente dai college statunitensi. Per lei, di origini italiane, ritrovare le sue radici è stato fondamentale nella scelta:

“Sapevo di voler giocare nel calcio professionistico, probabilmente ho deciso quando ero Senior al College, l’ultimo anno di Università, quando sono stata scelta al draft dal Racing Louisville in WSL questo inverno. Dovevo finire la laurea magristrale quindi non era il momento giusto quello, però volevo cercare un’opzione all’estero e specialmente in Italia perchè sono italo-americana. Parlo un pò la lingua, ho dei parenti qui e ho già visitato in passato Firenze, la amo, è una città bellissima.Era una grande opportunità. Praticamente tutto quello che stavo cercando l’ho trovato alla Fiorentina. 

“Mi aspetto un calcio abbastanza diverso, in America il calcio è più fisico, tutta forza e velocità, mentre qui in Italia è più tecnico. Sono molto curiosa ed eccitata di mettere alla prova le mie capacità qui con la squadra, perché sono una giocatrice veloce e fisica, questi sono i miei punti di forza. Sarà interessante vedere come queste caratteristiche si incastreranno con la tecnica che c’è alla Fiorentina”.

“Il tifo caldo non manca in America, ci sono molti tifosi di calcio femminile. Specialmente al College ci sono molti tifosi, sono abbastanza abituata a vederli. Ho molti familiari in Italia e so che impazziscono per il calcio, ero in Italia nel 2006 quando la squadra Maschile vinse i Mondiali e mi ricordo che c’era un’atmosfera fantastica. Sono molto carica all’idea di giocare per i tifosi viola, spero che anche la mia famiglia possa venire qua a vedermi giocare”.

“La prima persona della Fiorentina con cui ho parlato è stata Joe Barone, che è di New York, e come me è anche italiano. Ho parlato anche con Rocco Commisso, è stato molto gentile ed accogliente. Mi piacerebbe molto essere un’apripista. Non ci sono molte calciatrici americane in Italia, ma so che qui si sta cercando di sviluppare il calcio femminile. Spero che altre giocatrici dall’America possano venire a giocare qui e che possa prendere il via una sorta di scambio internazionale, perché penso che anche se i due tipi di calcio, americano e italiano, sono abbastanza diversi, se vengono uniti possono aiutare il movimento ancor di più”.

TCF


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