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Fiorentina, Boquete: “Ecco perché ho deciso di lasciare il Milan. Sabatino è un esempio, Giacinti è speciale”

28 Aprile 2022 - 10:40


L’addio di Vero Boquete al Milan, direzione Fiorentina Femminile, fa ancora discutere. Ecco quindi che la giocatrice spagnola ha deciso di chiarire ulteriormente la situazione, in un estratto della sua intervista ai microfoni di LFootball. Queste le sue riflessioni:

“Semplicemente si è rotto un rapporto. Il Milan aveva una squadra con un potenziale per stare al vertice della Serie A. Quest’anno, ma come anche quello scorso, nei momenti cruciali, quando affrontava squadre top, non riusciva mai a vincere. Questa era una cosa che non andava bene e noi giocatrici volevamo di più, volevamo allenarci di più, migliorare, crescere, giocare meglio, per essere una squadra vincente. La questione è stata posta allo staff tecnico, perché quella situazione ci frustrava. Volevamo che qualcuno facesse qualcosa perché noi volevamo di più, c’era bisogno che qualcuno cercasse di cambiare questa situazione. Ho avuto un colloquio con il direttore sportivo al quale ho esposto questa situazione per trovare una soluzione. Da quel momento in poi è successo che non ho più giocato”.

“Probabilmente non è piaciuto il modo in cui ho esposto queste considerazioni. O forse non è stato compreso quello che intendevo. Forse non ci siamo capiti, oppure hanno frainteso e capito una cosa diversa. Io non ho mai detto che Maurizio Ganz doveva andar via come qualcuno ha riportato o scritto. Io sono una giocatrice, non sono io preposta a trovare le soluzioni, questo spetta alla società o allo staff tecnico, io mi sono limitata solo a dire la mia opinione su un aspetto che ritenevo importante. Andare via era l’unica soluzione perché non potevo restare in una squadra senza giocare e nessuno mi ha mai spiegato perché finivo in tribuna. Poi è passata una settimana, due settimane, pensavo nella mia testa ‘vediamo cosa succede’, ma nessuno diceva niente e la situazione non cambiava. Mi allenavo sempre con le giocatrici non titolari. A un certo punto sono andata da Maurizio Ganz per avere un confronto, per capire, ma anche per farmi dire con sincerità ‘guarda con me non giocherai più’ oppure ‘non mi è piaciuto questo o quest’altro tuo comportamento’, qualsiasi cosa ma almeno parlare e chiarirsi. Questo non è accaduto e allora non avevo altre soluzioni che andare via a dicembre”.

“Daniela Sabatino? Spero che le più giovani prendano esempio da lei, perché spesso si concentrano su altre cose che magari non sono importanti, mentre un modello di riferimento come Daniela o come altre giocatrici è una grande fortuna. Non so se loro se ne rendano conto. Per lei ho tanta ammirazione, vedere una giocatrice, della sua età, con così tanta voglia di giocare e di migliorare ancora giorno dopo giorno è un piacere. Questo fa sì che lei possa rendere ancora meglio. Sono caratteristiche che non è facile trovare in altre giocatrici con la sua esperienza. Anche con Valentina Giacinti è facile giocare perché è una delle poche attaccanti che vede e attacca lo spazio. Mi trovo veramente bene con lei, non ci sono molte giocatrici che fanno i movimenti che fa lei e che a volte ti fanno vincere le partite. Per me, per le mie caratteristiche, giocare insieme a queste calciatrici, che vedono il calcio come lo vedo io, è un piacere”.

TCF


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