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Esclusiva TCF – AIC, Appetiti: “Tutto il settore potrà crescere, il professionismo potrà attirare tante risorse”

30 Aprile 2022 - 18:30


Seconda parte dell’intervento di Fabio Appetiti alla trasmissione “Tutto Calcio Femminile”. Il Responsabile delle relazioni istituzionali dell’Associazione Italiana Calciatori ha parlato cosi dei principali obiettivi del passaggio al professionismo e delle giornate vissute dalle Azzurre all’ultimo Mondiale:

“Se si voleva far crescere questo movimento questo passaggio era necessario e inevitabile. Non solo perchè era giusto e corretto come Paese civile visto che le ragazze svolgono un lavoro, ma non lo limiterei solo a questo discorso delle tutele e dei diritti. Questa introduzione del professionismo è infatti anche un’opportunità di crescita di tutto il settore, anche dal punto di vista dei ricavi, dell’attenzione da parte dei media, dell’interesse da parte degli spettatori. E anche per diffonderne la pratica del calcio femminile. Questo sport potrà crescere alla base, c’è tanto da migliorare ma adesso ci sono anche alcuni capisaldi, dei club strutturati. C’è tanta differenza tra club ancora, ma ci saranno anche fondi messi a disposizione per le altre squadre in questa fase di partenza. Da qui si parte, poi starà a noi, ovvero alla capacità di tutte le componenti, far crescere questa realtà. Sia dal punto di vista degli sponsor che dell’appeal. Ma forse è proprio il professionismo che può attirare questo tipo di risorse e di crescita. Altrimenti rimaneva un mondo che, seppur bello, poteva rimanere confinato in un cono d’ombra e questo non era giusto anche per l’attenzione che ha suscitato in questi ultimi anni”. 

“Le ragazze in questi ultimi anni hanno giocato anche con la responsabilità sulle loro spalle di creare anche per loro quell’interesse mediatico. Quello che è accaduto in Francia è stato qualcosa di straordinario con 7/8 milioni di italiani davanti alla televisione. Loro in quei giorni sapevano che lottavano per passare il turno ma anche per accendere una passione. E credo che ci siano riuscito. Quello che è accaduto dopo è dipeso tanto da quelle giornate. Anche perchè Sara Gama o Girelli o Bonansea non erano calciatrici conosciute e invece dopo quel Mondiale sono diventate beniamine del grande pubblico”.

TCF (2 – fine)


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