News

Dg Stefano Braghin: “Rientra Cantore, poi faremo un acquisto a centrocampo e uno in attacco. L’Italia può essere la rivelazione dell’Europeo”

17 Giugno 2022 - 16:30


Seconda parte dell’interessante intervista di Stefano Braghin sulle pagine di Tuttosport. Il Direttore Generale bianconero ha parlato del calciomercato in entrata e uscita che effettuerà la compagine il club, analizzando anche il possibile percorso della Nazionale all’Europeo in programma tra poche settimane. Queste le sue considerazioni:

“La prossima stagione sarà la più difficile, perché sarà più complicato confermarsi, per una serie di motivi. Perché partiremo dopo una stagione estenuante, ci sono l’Europeo e il preliminare di Champions il 18 agosto a eliminazione diretta. Perché non c’è più l’effetto novità-allenatore. Perché la concorrenza cresce moltissimo. Roma, Inter e Milan, più il Sassuolo outsider. Loro saranno più forti e noi più stanchi, giocando per due anni di fila.”

“Faremo un mercato conservativo. Annoi un po’ i tifosi, ma è la mia filosofia. Al massimo tre innesti. Rientra Cantore da Sassuolo, poi un volto a centrocampo e uno in attacco. Staskova? Era in scadenza. Le abbiamo proposto di rimanere legata a noi, con eventuale prestito. Ha preferito andare via. Con le altre non ci sono state problemi, rinnovando con quasi tutte fino al 2024. Non abbiamo percepito nessuna difficoltà nel voler rimanere, sono curiose di vedere fin dove possiamo arrivare.”

“Purtroppo il ranking della nostra Federazione non ci evita il preliminare. Due gare secche per raggiungere il secondo turno, è una trappola. Mi arrabbio quando parlano di fase a gruppi, dato che servono 4 partite per arrivarci. Le affronteremo nelle condizioni peggiori, fisiche e di riposo. Ma un anno fa, di questi tempi, non avevamo ancora vinto in Europa. Noi varremo i Quarti di Champions quando li avremo fatti tre volte, una non basta.”

“L’avvento del professionismo ha generato la necessità di creare maggiore attrattiva per generare ricavi che supportino i costi del professionismo. Per le ragazze è una conquista storica, ma il prezzo deve essere sostenuto, come in Spagna e in Inghilterra, anche dalle istituzioni. Per rendere il campionato più attrattivo e provare ad avvicinarci a certi ricavi tv servono partite equilibrate e un livello più alto, meno squadre per gare più competitive.”

“L’Italia all’Europeo? E’ la possibile rivelazione. A livello internazionale non si è ancora percepito il suo valore e questo toglie pressioni. La squadra ha valori tecnici e, soprattutto, umani. Sono insieme da anni, possono rompere le scatole alle big.”

“Il nuovo centro sportivo per le Women era molto attuale prima della pandemia. Ora resta nell’agenda del club, non è stato abbandonato né ridimensionato.”

“Il mio percorso attuale alla Juventus Women mi ha dato grandi soddisfazioni e motivazioni, dopo tanti anni di maschile e un passaggio sul giovanile più lontano dal campo, dove avrei potuto essere di aiuto. Sono stato felice di affrontare un progetto nuovo, in un club così importante. Nel femminile ho ritrovato molti di quegli elementi del calcio in cui avevo cominciato 25 anni fa, quali passione, sacrificio e una certa ingenuità sportiva. Non avrei pensato di arrivare dove siamo, come visibilità del calcio femminile e come risultati, però non vogliamo fermarci.”

“Un aspetto complicato da affrontare? Capire che il calcio è uguale nel maschile e nel femminile. Pensavo ci fossero cose diversa da fare per vincere, ma è la stessa cosa. Le relazioni tra giocatrici, la stessa empatia, lo stato emotivo. Cambia la dialettica con il gruppo, ma si deve capire che non c’è niente di diverso dagli uomini.”

(2 – fine)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *